Die Risiken und Folgen von “synthetischem Cannabis”

I rischi e le conseguenze della “cannabis sintetica”

Sep 24, 2020Johann Froesa

Solo un mercato regolamentato può garantire la tutela della salute dei consumatori.

L’Associazione d’interesse Canapa (IG Hanf) considera pericolosa e inaccettabile l’aggiunta illegale di sostanze come cannabinoidi chimici alla canapa CBD legale. Solo una coltivazione e una vendita regolamentate di prodotti a base di cannabis legale possono garantire la sicurezza dei consumatori.

Il mercato illegale della cannabis in Svizzera è stato direttamente influenzato dalle misure contro la crisi del coronavirus, causando una carenza sul mercato nero. Di conseguenza, è stata venduta molta più cannabis tagliata o prodotta artificialmente. È importante sottolineare che questi prodotti sintetici non sono paragonabili alla canapa naturale. A causa dell’elevata quantità di THC sintetico e della sua instabilità, i rischi per la salute dei consumatori sono imprevedibili e quindi molto alti.

L’associazione IG Hanf condanna fermamente questo sviluppo e i metodi illegali di arricchimento della canapa CBD con sostanze sintetiche, prendendone le distanze.

Prodotti naturali per un business pulito

I membri di IG Hanf si impegnano per un commercio legale, trasparente e professionale. Le accuse apparse su alcuni media, secondo cui i produttori svizzeri di CBD e canapa sarebbero dietro la pratica illegale di arricchire la canapa naturale con sostanze sintetiche, sono completamente infondate e dimostrano ignoranza.

IG Hanf sottolinea che non sono i produttori svizzeri di CBD legale i responsabili di questa situazione, ma le organizzazioni criminali che controllano il mercato illegale della cannabis con THC. Che le infiorescenze di canapa acquistate legalmente in Svizzera vengano usate come base per prodotti illegali è molto fastidioso, ma purtroppo non si può impedire. Il vero problema è la normativa sul commercio della canapa in Svizzera e il conseguente mercato nero di questi prodotti.

Il risultato di anni di repressione e proibizionismo

Per anni la Svizzera, come molti altri paesi, ha cercato di vietare il consumo di cannabis. Secondo una recente analisi della Commissione federale per le questioni delle dipendenze (EKFS), questa strategia è stata dichiarata fallita.

L’attuale legislazione svizzera sulle sostanze stupefacenti si basa chiaramente sull’astinenza e sul divieto. Nonostante ciò, circa 600.000 persone in Svizzera consumano regolarmente cannabis. Una parte significativa di questi prodotti contiene un livello di THC superiore al limite legale.

Finché non sarà consentita una distribuzione regolamentata e controllata, pazienti e consumatori dovranno continuare a rivolgersi al mercato nero. Questo mercato illegale di prodotti a base di cannabis con alto contenuto di THC comporta che non ci sia alcun obbligo di analisi o dichiarazione degli ingredienti, come invece avviene per prodotti come formaggio, cioccolato, tabacco o alcol. Questo va contro la tutela dei consumatori. Il consumatore quindi non può sapere se il prodotto sia puro o tagliato, ed è completamente nelle mani del venditore. Questo può avere gravi conseguenze per la salute, ad esempio se un prodotto è contaminato con cannabinoidi sintetici, pesticidi, batteri o altre sostanze tossiche.

Per questi motivi, IG Hanf si impegna per la legalizzazione dei prodotti a base di canapa, rispettando la protezione dei minori e la salute di consumatori e pazienti. I progetti pilota avviati in Svizzera per una distribuzione regolamentata dei prodotti a base di canapa sono un primo passo nella giusta direzione. Questa evoluzione positiva è sostenuta dall’associazione svizzera per i prodotti a base di cannabis, che collabora attivamente con le autorità federali.

Fonte: Mange, L. (2020). Opinione di IG Hanf su vari articoli dei media riguardanti la «cannabis sintetica».

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