La consigliera nazionale vodese Léonore Porchet ha presentato una mozione al Consiglio federale nel dicembre 2021 affinché il limite dell’1% di THC venisse applicato anche all’hashish CBD e alla resina di cannabis (pollinate). Anche l’IG Hanf è intervenuta sostenendo che la resina di cannabis con un contenuto di THC inferiore all’1% dovrebbe essere trattata allo stesso modo delle infiorescenze CBD con lo stesso livello di THC. Distinguere legalmente tra questi due prodotti, nonostante abbiano lo stesso contenuto di THC, ha davvero poco senso.
Hashish CBD legale in Svizzera da agosto 2022
Il limite dell’1% di THC in Svizzera, da agosto 2022, vale anche per la resina di cannabis (pollinate). Finalmente le varie iniziative hanno portato risultati: da agosto 2022 anche la resina di cannabis con meno dell’1% di THC è un prodotto commercializzabile in Svizzera ed è equiparato per legge alle infiorescenze CBD e agli oli CBD.
La disparità di trattamento della resina di cannabis rispetto ai prodotti con almeno l’1% di THC era da tempo un problema per il settore della cannabis svizzero. Già nel novembre 2021 l’IG Hanf aveva preso posizione sulla normativa di attuazione, sottolineando espressamente che era importante sostenere e accogliere la legalizzazione di diverse forme di somministrazione.
Con la sua mozione al Consiglio federale, la consigliera nazionale Léonore Porchet ha dato ulteriore peso alla richiesta di correggere, secondo l’IG Hanf, un “errore tecnico” illogico nella legge sugli stupefacenti. Solo le piante o parti di piante e i preparati che contengono almeno l’1% di THC totale sono considerati cannabis ai sensi della normativa sugli stupefacenti. Nella sua interpellanza, la consigliera nazionale vodese ha fatto notare al Consiglio federale che l’hashish CBD viene ancora trattato diversamente rispetto agli oli CBD, alle tinture, alle infiorescenze CBD o alle talee, anche dopo il riconoscimento citato da parte del Consiglio federale.
Questa richiesta è stata ora accolta e l’elenco dell’ordinanza sugli stupefacenti è stato modificato in modo che il limite dell’1% di THC valga anche per la resina di cannabis. Con questa risposta del Consiglio federale non solo si crea una logica normativa sugli stupefacenti con un criterio unico per la classificazione della cannabis e di tutte le preparazioni a base di cannabis come stupefacente, ma finalmente si fa anche chiarezza per l’applicazione della legge.
Inoltre, è stata riconosciuta e accettata la posizione dell’IG Hanf in merito alla normativa di attuazione nell’attuale revisione della legge sugli stupefacenti riguardo all’abolizione del divieto della cannabis a scopo medico. La nuova legislazione è entrata in vigore quest’estate, ad agosto 2022, insieme alla modifica della normativa di attuazione BetmG (cannabis medica).
Processo di produzione e normativa della resina di cannabis
L’hashish è una forma di estratto di cannabis ottenuto dalle ghiandole di resina della pianta di cannabis. Queste ghiandole producono la maggior parte dei cannabinoidi, il che le rende molto preziose. Per produrre hashish, queste ghiandole vengono separate dalla pianta e poi lavorate con pressione e calore per ottenere l’hashish vero e proprio. Le cime e il loro trim sono gli ingredienti principali per questo processo, perché è lì che si trovano la maggior parte delle ghiandole di resina. Naturalmente, per produrre la resina di cannabis si possono usare anche altre parti della pianta, ma con una minore concentrazione di cannabinoidi preziosi.
È importante sottolineare che separare le ghiandole di resina dalla pianta di cannabis non produce direttamente hashish, ma solo kief. Il kief è un altro tipo di estratto di cannabis, ma rappresenta anche la materia prima per la produzione di hashish. Solo calore e pressione fanno sì che le ghiandole di resina si rompano e si sciolgano, influenzando il gusto, la consistenza e l’effetto del prodotto finito.
In poche parole, senza pressione e calore non si ottiene hashish. Tuttavia, il metodo utilizzato per ottenere il kief può avere un impatto decisivo sulla qualità dell’hashish e determinare sottili differenze. Per questo esistono diverse varianti di produzione dell’hashish, perché il metodo di estrazione del kief può determinare il tipo di hashish, cioè il prodotto finale.
Oltre al metodo di estrazione del kief, anche il materiale vegetale utilizzato può influire in modo positivo o negativo sulla qualità dell’hashish. Come già detto, per ottenere il kief si possono usare anche piante intere. Tuttavia, il miglior kief si trova nelle cime e nel loro trim.
Hashish e le sue origini
Il termine e il prodotto hashish provengono originariamente dal Marocco. La produzione è stata perfezionata lì nel corso dei secoli. Tradizionalmente, la resina, cioè l’hashish vero e proprio, viene pressata dalle ghiandole di cannabis raccolte. Secondo uno studio dell’UNOCD (Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine), l’Afghanistan è il maggior produttore in termini di resa, ma il Marocco rimane il paese con la più ampia coltivazione di cannabis al mondo.
La catena montuosa del Rif, in Marocco, è considerata la zona principale, particolarmente adatta alla coltivazione della cannabis grazie alle condizioni climatiche favorevoli. La produzione di kief in Marocco è però illegale dal 1957. Si stima comunque che rappresenti la principale fonte di reddito per circa 80.000 famiglie, generando più entrate del turismo. Nonostante ciò, un coltivatore medio di cannabis deve vivere con uno stipendio mensile europeo per tutto l’anno.
Fonte:
https://www.parlament.ch/de/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20214411
https://ighanf.ch/news-aus-bern/
https://www.zamnesia.com/de/blog-die-5-besten-methoden-um-hasch-herzustellen-n922

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